Qui sopra trovi due grafici di Bitcoin: il primo su base giornaliera, il secondo su base settimanale.
Voglio partire da qui per analizzare l’attuale fase di mercato.
Nel grafico giornaliero si osserva un segnale tecnico piuttosto noto: l’incrocio al ribasso tra la media mobile a 50 periodi e quella a 200 periodi, il cosiddetto Death Cross.
Storicamente questo tipo di configurazione segnala un deterioramento del momentum e spesso coincide con l’avvio di fasi correttive più profonde.
Non a caso, dopo questo incrocio, Bitcoin ha accelerato la discesa, rompendo ulteriori livelli tecnici rilevanti (50D) e confermando un indebolimento della struttura di breve periodo.
Passando al grafico settimanale, il quadro diventa ancora più interessante.
Il prezzo si sta avvicinando rapidamente alla media mobile a 200 settimane, oggi situata in area 58.000 dollari, un livello che nei precedenti cicli ha spesso rappresentato una zona di forte interesse per il mercato.
Attualmente Bitcoin quota circa il 50% sotto i massimi registrati in area 126.000 dollari, una dinamica che storicamente rientra nelle normali fasi di mercato ribassista dell’asset.
Nei bear market, infatti, non è raro che il prezzo arrivi a testare o addirittura violare temporaneamente la media a 200 settimane, come già accaduto nello scorso ciclo.
Per questo motivo, un eventuale ritorno in area 60.000 dollari non dovrebbe essere automaticamente interpretato come il minimo definitivo.
Non si può escludere, infatti, una discesa più profonda verso la zona dei 50.000 dollari, dove transita la media mobile a 300 settimane.
Un altro elemento da monitorare riguarda la velocità del movimento.
Dalla prima chiusura settimanale sotto la media a 50 settimane sono trascorse circa 12 settimane. Nel ciclo precedente ne furono necessarie quasi 26 per raggiungere la 200W.
Questo suggerisce che l’attuale fase correttiva si stia sviluppando con un’intensità maggiore rispetto al passato.
Se la storia dovesse offrire un riferimento, l’area attorno alla 200w sarebbe stata attesa più avanti, indicativamente verso maggio.
Il fatto che il prezzo la stia già sfiorando aumenta la probabilità di un test nel breve termine.
Rimbalzo possibile, ma non necessariamente il minimo
Lo scenario che diversi analisti ritengono plausibile è piuttosto lineare:
È un comportamento già osservato più volte nei mercati ribassisti: i recuperi intermedi tendono a generare nuovo ottimismo, salvo poi lasciare spazio a ulteriori fasi di assestamento.
Per questo è importante non confondere un rimbalzo con l’inizio di un nuovo bull market.
Come comportarsi con i Bitcoin in portafoglio?
In momenti come questi la tentazione di fare qualcosa, qualsiasi cosa, è fortissima.
Vendere tutto per “limitare i danni”.
Aspettare il crollo definitivo per rientrare più in basso.
Oppure, al contrario, comprare in modo aggressivo pensando di aver trovato il minimo.
La realtà è che queste decisioni nascono quasi sempre dall’emotività, non dalla strategia.
Se hai Bitcoin in portafoglio, la prima domanda da farti non è “cosa farà il prezzo?”, ma:
La mia esposizione a Bitcoin è coerente con la mia pianificazione finanziaria e con il rischio che sono disposto a sopportare?
Perché Bitcoin non è cambiato oggi.
È sempre stato un asset volatile ed è esattamente il motivo per cui non dovrebbe mai occupare uno spazio sproporzionato nel patrimonio.
Allo stesso tempo, Bitcoin rimane un asset unico, diverso da tutto il resto del sistema finanziario.
Ora voglio darti alcune regole di buon senso che possono aiutarti ad attraversare questa fase con maggiore lucidità e serenità:
Evita decisioni drastiche: Vendere dopo un ribasso importante spesso significa arrivare tardi. I mercati tendono a punire chi reagisce, non chi pianifica. Non innamorarti del market timing: Pensare di uscire ora per rientrare sul minimo perfetto è una delle illusioni più costose per un investitore. Controlla il peso in portafoglio: Se oggi Bitcoin ti fa dormire male la notte, probabilmente è diventato troppo grande rispetto al tuo equilibrio finanziario. Ragiona per scenari, non per previsioni: Non serve indovinare dove sarà il bottom. Serve essere preparati sia nel caso in cui il mercato scenda ancora, sia nel caso in cui riparta quando meno te lo aspetti.
Quello che voglio ricordarti è che la volatilità non è il rischio.
Il vero rischio è perdere il controllo delle proprie decisioni.
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