Vediamo quali sono state le notizie principali dei mercati finanziari nel corso di quest’anno andando a ripercorrere i principali eventi trimestre per trimestre.
Primo trimestre 2025 – Il ritorno di Trump e lo “Sputnik moment” dell’AI
Il 2025 si apre con un cambio di regime politico e simbolico: l’insediamento del secondo mandato di Donald Trump.
La fotografia dell’inaugurazione, con i grandi nomi della tecnologia in prima fila, rende esplicita una verità spesso sottintesa: il potere economico e quello politico tornano a sovrapporsi apertamente.
In parallelo, il primo vero shock dell’anno arriva dall’intelligenza artificiale, con il cosiddetto “Sputnik moment”: l’emergere di modelli open source cinesi molto più efficienti e meno costosi rispetto agli standard dominanti mette in discussione la narrativa del “winner takes all” americano e incrina le certezze su leadership tecnologica e profittabilità futura.
È l’inizio di una fase di forte volatilità e di profonda revisione delle aspettative.
Secondo trimestre 2025 – I dazi, il crollo dei mercati e il “Liberation Day”
Il secondo trimestre è dominato dall’annuncio delle tariffe commerciali da parte dell’amministrazione Trump nel cosiddetto Liberation Day del 2 aprile.
I mercati reagiscono con violenza: volatilità ai massimi storici, borse in caduta libera e rendimenti obbligazionari in rapido rialzo.
È il momento più critico dell’anno, quello che segna il passaggio dalla retorica alla realtà dei numeri.
La successiva parziale marcia indietro sulle tariffe innesca uno dei rimbalzi più rapidi e violenti della storia dei mercati azionari, dando avvio a un rally che durerà per mesi.
Questo trimestre chiarisce definitivamente quanto la politica commerciale sia diventata una variabile sistemica per i mercati finanziari globali.
Terzo trimestre 2025 – Il pivot della Fed e la concentrazione estrema dei mercati
Durante l’estate il quadro si fa apparentemente più stabile.
Il momento chiave arriva a Jackson Hole, quando la Federal Reserve apre esplicitamente alla possibilità di tagli dei tassi, sancendo il passaggio dalla fase restrittiva a una gestione più accomodante del ciclo.
I mercati azionari continuano a salire, ma a un prezzo crescente: la concentrazione della borsa americana raggiunge livelli mai visti, con una quota enorme della performance attribuibile a pochissimi titoli tecnologici legati all’AI.
È un trimestre di euforia controllata, in cui sotto la superficie della calma apparente si accumulano squilibri significativi.
Quarto trimestre 2025 – Beni rifugio, Bitcoin e la crisi dell’affordability
L’ultimo trimestre è segnato da tre eventi chiave: lo shutdown governativo più lungo della storia americana, i primi tagli dei tassi della Fed e una ricerca globale di beni rifugio.
Metalli preziosi e commodity segnano nuovi massimi, mentre Bitcoin si sgancia dai mercati tradizionali, vivendo una fase di forte volatilità dopo mesi di corsa.
Sul piano politico emerge un segnale altrettanto rilevante: il tema dell’affordability.
Il costo della vita diventa centrale nel dibattito pubblico americano, evidenziando una frattura sempre più profonda tra dati macro positivi e percezione economica delle famiglie.
Il 2025 si chiude così come era iniziato: con la sensazione che il sistema stia reggendo, ma sotto una pressione crescente.
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