Come ampiamente previsto, la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di interesse, confermando che il processo di rientro dell’inflazione verso il target del 2% è in corso e resta coerente con lo scenario di medio termine.
Sul fronte delle previsioni macroeconomiche, l’Eurotower stima un’inflazione headline pari al 2,1% nel 2025, in rallentamento all’1,9% nel 2026 e all’1,8% nel 2027, per poi tornare al 2% nel 2028.
Per quanto riguarda l’inflazione core, le nuove proiezioni la collocano al 2,4% nel 2025, al 2,2% nel 2026, all’1,9% nel 2027 e al 2% nel 2028.
Le stime di crescita del PIL mostrano un quadro moderatamente positivo: l’economia dell’area euro dovrebbe crescere dell’1,4% nel 2025, dell’1,2% nel 2026 e dell’1,4% nel 2027 e 2028, in leggero miglioramento rispetto alle precedenti previsioni.
Nel comunicato ufficiale, la BCE ha ribadito che le future decisioni di politica monetaria dipenderanno dai dati e saranno prese riunione per riunione, senza un percorso predefinito.
Durante la conferenza stampa, Christine Lagarde ha sottolineato la resilienza dell’economia europea, pur riconoscendo che il commercio internazionale continuerà a rappresentare un freno alla crescita nel prossimo anno.
Tra gli elementi positivi emergono invece gli investimenti pubblici e privati e, per il momento, anche l’export, sebbene quest’ultimo possa trasformarsi in un fattore negativo più avanti.
Sul fronte dell’inflazione, Lagarde ha confermato che il quadro resta complessivamente in linea con il target, con un possibile ulteriore rallentamento nel breve periodo grazie agli effetti base sulla componente energetica.
Tuttavia, l’incertezza rimane elevata. In particolare, la crescita salariale si è rivelata superiore alle attese, contribuendo a mantenere l’inflazione dei servizi più alta del previsto, anche se le stime indicano un progressivo raffreddamento delle retribuzioni.
Per quanto riguarda i tassi, la presidente della BCE ha concluso affermando che l’istituto si trova in una posizione di equilibrio.
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