Questa settimana è uscito un approfondimento da parte di Ray Dalio sulla fine del Quantitative Tightening e il possibile ritorno del Quantitative Easing da parte della FED.
Ho deciso quindi di condividerlo qui con te in maniera più comprensibile.
Iniziamo.
La Federal Reserve ha annunciato che interromperà il Quantitative Tightening (QT), cioè la riduzione del proprio bilancio, e inizierà nuovamente ad aumentare la liquidità (QE).
Ufficialmente si tratta di una “manovra tecnica”, ma nei fatti è una misura espansiva (cioè di allentamento monetario).
Il presidente Jerome Powell ha dichiarato che a un certo punto “sarà necessario aumentare gradualmente le riserve” per seguire la crescita dell’economia e del sistema bancario.
In altre parole, la FED tornerà ad acquistare titoli, immettendo nuova liquidità nel sistema.
Se la FED espande il proprio bilancio (cioè compra titoli), mentre taglia i tassi, con deficit pubblici ancora altissimi, allora ciò equivale a monetizzare il debito pubblico: la banca centrale finanzia indirettamente il Tesoro.
Dalio nota che, se questo avverrà mentre i mercati e il credito privato sono già forti, con:
La FED starebbe stimolando l’economia in una situazione opposta rispetto al passato, quando interveniva già in presenza di una recessione.
Dalio ricorda che queste dinamiche con elevato debito, deficit pubblici cronici, FED che stampa moneta per comprare titoli, Tesoro che accorcia le scadenze del debito per trovare compratori, sono tipiche della fase finale di un grande ciclo del debito.
Questa è la fase in cui le politiche monetarie e fiscali diventano eccessivamente espansive, con il rischio di inflazione eccessiva, bolla degli asset e perdita di fiducia nella moneta.
Quando la FED compra obbligazioni, dando avvio al QE, aumenta la liquidità, riduce i tassi reali, e spinge gli investitori verso asset più rischiosi (azioni, oro, immobili).
Il risultato è che aumentano i prezzi degli asset finanziari, si comprime il rendimento reale dei bond, si amplia la disuguaglianza (chi possiede asset si arricchisce di più).
Ritorniamo quindi a parlare di economia a forma K discussa un paio di settimane fa.
Se l’eccesso di liquidità si trasmette anche ai beni e servizi: arriva l’inflazione, e l’aumento del prezzo si riversa sul consumatore finale, con un impatto più marcato sulle classi sociali più povere.
In questa fase, con tassi reali che scendono e maggiore liquidità:
azioni tecnologiche e AI potrebbero salire ancora, oro e asset reali (materie prime, infrastrutture) tendono a performare bene, ma il rischio di bolla aumenta.
Secondo Dalio il QE serviva come “stimolo in una crisi” (post 2008, 2000), mentre ora risulterebbe come “stimolo dentro una bolla”.
Dalio vede in questa decisione una tappa chiave nel Big Debt Cycle, cioè nel percorso che porta le economie indebitate verso inflazione, perdita di fiducia nella valuta e necessità di ristrutturare il debito.
L’impulso positivo del QE in questo contesto potrebbe durare tra 3-12 mesi, la durata del boost dovrebbe essere comunque più breve rispetto ad uno scenario di ripresa post crisi.
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