Come da attese, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base, portando l’intervallo dei Fed Funds al 3,75–4%.
Nel comunicato, la banca centrale descrive un’economia in crescita moderata, un mercato del lavoro in graduale raffreddamento e un tasso di disoccupazione leggermente in aumento ma ancora basso.
Il taglio è stato definito da Powell come un’operazione di “risk management”, volta ad avvicinare la politica monetaria a una posizione più neutrale dopo mesi di restrizione.
Nonostante ciò, il presidente della Fed ha ribadito che un ulteriore taglio a dicembre non è scontato, soprattutto se la carenza di dati economici dovesse proseguire.
Powell ha sottolineato che l’offerta di lavoro si è ridotta a causa di una minore partecipazione della forza lavoro e politiche migratorie più restrittive, riducendo la necessità di nuove assunzioni.
Sul fronte inflazione, il presidente ha evidenziato il ruolo rilevante delle tariffe nell’aumento dei prezzi dei beni: senza l’effetto dei dazi, secondo la Fed l’inflazione sarebbe molto più vicina al target del 2%.
Infine la notizia più interessante, la banca centrale ha annunciato la conclusione del Quantitative Tightening dal 1° dicembre, segnalando un ulteriore passo verso condizioni meno restrittive, pur mantenendo un approccio cauto e data-dependent.
Questo significa che tornerà a reinvestire i titoli in scadenza e quindi ci sarà più liquidità potenziale nel sistema.
Approccio diverso invece per la Banca Centrale Europea che lascia invariati i tassi di interesse, decisione presa all’unanimità.
Nel comunicato, l’istituto evidenzia come l’inflazione sia ormai prossima al target del 2% e come le prospettive sui prezzi restino sostanzialmente invariate.
L’Eurozona continua a mostrare resilienza economica, sostenuta da un mercato del lavoro solido, bilanci privati robusti e dagli effetti dei tagli dei tassi già implementati.
In conferenza stampa, Christine Lagarde ha riconosciuto le difficoltà del settore manifatturiero, penalizzato dai dazi e dalla forza dell’euro.
Tuttavia, la domanda interna, in particolare grazie ai consumi, al turismo e ai servizi digitali, dovrebbe continuare a sostenere la crescita.
Sul fronte inflazione, i segnali indicano una core inflation in linea con il target, ma la BCE sottolinea come l’outlook sia più incerto del solito.
Un euro forte potrebbe contribuire a raffreddare ulteriormente i prezzi, mentre gli indicatori prospettici suggeriscono un rallentamento della crescita salariale.
Lagarde ha definito la posizione attuale dei tassi “adeguata”, pur ribadendo che non si tratta di un livello predefinito e immutabile. |