Oggi voglio parlarti degli strumenti finanziari peggiori in assoluto per il risparmiatore medio: le polizze unit linked (ramo III) e le polizze multiramo (ramo I + ramo III).
Spesso (se non sempre) vengono vendute come prodotti “sicuri”, “flessibili”, “con vantaggi fiscali”, ma nella realtà sono pieni di costi, clausole sfavorevoli e rischi nascosti che erodono il rendimento, penalizzano il contraente e favoriscono ovviamente chi li vende.
Se hai anche solo un dubbio di averne una simile in portafoglio devi continuare a leggere: capire come funzionano può salvarti davvero molti soldi.
Ti do già qualche nome:
My Selection (Unicredit) My Life (Mediolanum) CA Vita Global Solution (Credit Agricole) Prospettiva Dublin Branch (Intesa Sanpaolo) Doppio Centro Dublin Branch (Intesa Sanpaolo) Valore Futuro (Generali) Genera Sviluppo Sostenibile (Generali) Vita Insieme (Fideuram) Valore Evergreen (Alleanza) ...
Come faccio a conoscerle così bene?
Molti dei miei clienti avevano sottoscritto queste polizze ma, dopo qualche sforzo, siamo riusciti a liberarci di questo peso.
Iniziamo andando a definire nello specifico: cosa sono le polizze unit linked e multiramo.
Una polizza vita unit linked è un contratto assicurativo del ramo III in cui il rendimento e il valore della prestazione (alla scadenza, in caso di riscatto anticipato, o in caso di morte dell’assicurato) sono collegati al valore delle quote di uno o più fondi di investimento, interni o esterni alla compagnia.
Caratteristiche principali:
Il contraente versa un premio (una tantum o periodico), parte del quale viene investita in fondi; l’altro importo può servire a costi, commissioni, caricamenti. Il capitale accumulato non è garantito: il valore dipende dall’andamento dei fondi, quindi può anche essere inferiore al premio versato. Sono previste prestazioni assicurative aggiuntive, come la copertura in caso di morte: i beneficiari ricevono il valore attuale delle quote accumulate o un capitale, secondo le condizioni contrattuali. Vi sono costi impliciti ed espliciti: caricamenti all’ingresso, costi di gestione dei fondi, commissioni di intermediazione, spese di amministrazione, eventuali penali o sconti in caso di riscatto anticipato.
Una polizza multiramo è un prodotto assicurativo-vita che combina in un unico contratto almeno due tipologie di investimento/gestione appartenenti a rami assicurativi diversi (ramo I e ramo III).
In genere, le caratteristiche principali sono:
Componente “garantita” (gestione separata*, tipica del ramo I): una parte del premio versato viene investita in strumenti prudenti, dove il capitale è garantito o si rivaluta con criteri definiti, con livelli di rischio relativamente bassi. Componente variabile/rischiosa (tipicamente unit linked o fondi interni/esterni, che rientrano nel ramo III): un’altra quota del premio viene destinata a investimenti soggetti all’andamento dei mercati finanziari, senza garanzia di rendimento minimo.
*La gestione separata è un patrimonio di investimenti appositamente creato da una compagnia assicurativa, separato dal resto delle sue attività (cioè da altri investimenti che potrebbero servire ad altri prodotti o attività della compagnia).
Una polizza multiramo quindi non è altro che una polizza unit linked a cui si aggiunge una gestione separata.
A cosa devi stare attento?
Le 3 cose che devi portarti a casa dopo queste informazioni sono principalmente due: non sono sicure, sono molto costose e non puoi riscattarle liberamente senza costi/penalità significative nei primi anni.
1. Il capitale non è garantito.
Nelle polizze unit linked e nella componente di ramo III delle polizze multiramo, il valore della polizza dipende dall’andamento dei fondi sottostanti, che a loro volta sono investiti in mercati finanziari (azioni, obbligazioni, strumenti vari).
Se il mercato va male, il valore del fondo scende, e può succedere che il valore della polizza sia inferiore al premio versato.
2. I costi sono molto elevati:
caricamento iniziale o costi di ingresso: è la percentuale che si paga sul premio che NON viene investita, fin da subito. Possono variare da uno 0,5% a salire fino a 3-4% del premio. costi di gestione annui: spese correnti per tenere aperta la polizza, amministrazione, gestione del fondo interno/portafoglio, commissioni alla compagnia e all’intermediario. Possibili anche 2-3% all’anno o più, in alcuni casi anche oltre. Se il fondo rende poco, questi costi mangiano quasi tutto il guadagno. costi di switching o cambio fondo: se vuoi cambiare la composizione dell’investimento (scegliere un altro fondo interno), spesso ti fanno pagare. Percentuali anche dell’ordine dello 0,5-2% oppure costi fissi. commissioni di retrocessione: varie figure (compagnia, intermediario, banca) prendono una “fetta” del premio o del guadagno.
3. Costi di riscatto o uscita.
In molti casi queste polizze sono a vita intera, quindi durano fino al decesso dell’assicurato.
Se vuoi uscire anticipatamente dalla polizza in modo totale o parziale puoi richiedere il riscatto totale o parziale.
Quando decidi di riscattare (totale o parziale), potresti trovarti a dover pagare vari tipi di costi o penalità, che servono a “coprire” la compagnia per l’interruzione anticipata e gli oneri non ancora ammortizzati del contratto.
Di norma è previsto un periodo di carenza subito dopo la stipula della polizza: si tratta di un arco di tempo, che può durare da qualche mese fino a uno o due anni, durante il quale non è possibile esercitare il riscatto.
Dopo tale periodo sono applicate delle penali di uscita anticipata se si riscatta prima che siano passati vari anni.
Per esempio:
1° anno: riscatto non previsto 2° anno: costo di riscatto 4% 3° anno: costo di riscatto 3% 4° anno: costo di riscatto 2% 5° anno: costo di riscatto 1% 6° anno e successivi: 0%
Concludendo, nei primi anni, il riscatto può risultare molto inferiore a quanto versato, non tanto per un cattivo fondo, ma semplicemente perché i costi “bloccati” e le penalità sono alte.
L’enorme conflitto di interessi
C’è un motivo forte per cui queste polizze vengono spinte così tanto, gli intermediari e i promotori e consulenti bancari e assicurativi guadagnano bene con commissioni e retrocessioni; spesso il prodotto conviene più a chi lo vende che a chi lo compra.
Secondo l’ultimo Rapporto IVASS 2024, le polizze unit-linked rappresentano circa il 28,5% della raccolta vita totale in Italia. Nel 2024 la crescita della raccolta è stata infatti particolarmente marcata per le polizze unit-linked, con premi saliti da 19,8 a 31,5 miliardi di euro (+59%).
Un altro studio congiunto IVASS / Banca d’Italia stima che le polizze unit linked costino mediamente 0,5-2,5 punti percentuali l’anno in più rispetto a investimenti diretti negli stessi fondi comuni.
Nel 2023 l’onere totale per riscatti (cioè i capitali che le persone chiedono indietro, uscita anticipata, ecc.) nei contratti vita è stato pari a 85,1 miliardi di euro.
IVASS segnala che il tasso medio lordo di rendimento delle gestioni separate è risultato inferiore al rendimento dei BTP decennali. Ciò significa che, anche per chi sceglie una polizza con componente garantita, potrebbe essere più remunerativo investire direttamente in titoli di stato o strumenti obbligazionari simili, a parità di rischio.
Come liberarsi di questi prodotti?
Noi di Athena SCF possiamo aiutarti a liberarti di queste soluzioni inefficienti.
Insieme possiamo:
valutare il miglior momento per uscire, evitando penalità inutili, calcolare realisticamente quanto perderesti restando vs uscire subito, - utilizzare il capitale recuperato in prodotti realmente assicurativi e protettivi, come:
polizze di ramo I in gestione separata al 100%, polizze vita tipo Temporanea Caso Morte (TCM) e Long Term Care (LTC), o investire con strumenti efficienti come ETF, che riducono i costi, offrono trasparenza e diversificazione, ottenendo un miglior rendimento netto.
Approfitta del nostro check-up di portafoglio oppure richiedi subito una consulenza personalizzata, non rimandare ancora ora che sai a cosa vai incontro.
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