Devi sapere che come previsto, la Federal Reserve ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al nuovo intervallo 4%-4,25%.
Nel comunicato, la Banca centrale ha sottolineato come l’economia abbia registrato una contrazione nella prima parte dell’anno, accompagnata da un rallentamento del mercato del lavoro: la crescita occupazionale si è indebolita e il tasso di disoccupazione è salito leggermente, pur mantenendosi su livelli contenuti.
La FED evidenzia che l’incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata e che i rischi al ribasso sul fronte occupazionale sono aumentati.
Sono state inoltre pubblicate le nuove proiezioni economiche:
PIL atteso in crescita dell’1,6% nel 2025 (da 1,4%), dell’1,8% nel 2026 (da 1,6%), dell’1,9% nel 2027 (da 1,8%) e dell’1,8% nel 2028 e nel lungo periodo. Disoccupazione stimata al 4,5% nel 2025 (stabile), 4,4% nel 2026 (da 4,5%), 4,3% nel 2027 (da 4,4%) e 4,2% dal 2028 in avanti. Inflazione PCE headline prevista al 3% nel 2025 (stabile), al 2,6% nel 2026 (da 2,4%), al 2,1% nel 2027 (stabile) e al 2% dal 2028 in avanti. PCE core stimato al 3,1% nel 2025 (stabile), al 2,6% nel 2026 (da 2,4%) e al 2,1% nel 2027, per poi convergere al 2% dal 2028. FED Funds rate previsto al 3,6% nel 2025 (da 3,9%), al 3,4% nel 2026 (da 3,6%), al 3,1% nel 2027 e al 3% nel lungo periodo.
Il dot-plot segnala quindi la possibilità di altri due tagli nel corso del 2025.
Da notare, infine, che la FED ha smesso di descrivere il mercato del lavoro come “solido”, riconoscendone l’indebolimento.
CONFERENZA STAMPA DI JEROME POWELL
Nella consueta conferenza stampa a margine della riunione, il Presidente Jerome Powell ha spiegato che il rallentamento della crescita occupazionale è dovuto in parte alla riduzione dell’offerta di lavoro, causata da minore immigrazione e da un calo della partecipazione alla forza lavoro, ma anche a una flessione della domanda di lavoratori.
Sul fronte inflazione, Powell ha sottolineato che i prezzi restano elevati, trainati soprattutto dai beni, mentre le pressioni sui servizi stanno diminuendo.
Gli effetti delle politiche governative restano incerti, con il rischio che i dazi possano alimentare un’inflazione più persistente.
Per ora, l’impatto sui consumatori è stato limitato, con i costi assorbiti in larga parte dalle aziende intermediarie.
Per quanto riguarda i tassi, il Governatore ha descritto la riduzione come una misura di risk management, non necessariamente l’avvio di un ciclo di allentamento.
L’attuale livello del costo del denaro si colloca in un’area più “neutrale”, ma il dot-plot non deve essere considerato un piano vincolante.
IMPLICAZIONI SUI MERCATI FINANZIARI
Il taglio dei tassi presenta però varie implicazioni sui mercati finanziari.
Quando la FED abbassa i tassi fuori da una recessione, le azioni statunitensi tendono a comportarsi bene: beneficiano di condizioni di prestito più facili, prospettive di utili migliori e cambiamenti nella propensione al rischio da parte degli investitori. |