Devi sapere che dal 31 agosto al 1 settembre 2025 a Tianjin si è tenuto il 25° vertice dello Shanghai Cooperation Summit (SCO).
Lo SCO è un’organizzazione intergovernativa fondata nel 2001 da Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, evoluzione del gruppo iniziale “Shanghai Five”.
Attualmente conta dieci membri: a quelli originari si sono aggiunti India e Pakistan (2017), Iran (2023) e Bielorussia (2024).
È la più estesa organizzazione regionale al mondo per estensione geografica e numero di abitanti, coprendo circa il 24% della superficie terrestre e il 42% della popolazione mondiale.
Ora che abbiamo capito cos’è lo SCO, torniamo al summit di pochi giorni fa.
La Cina ha colto l’occasione per proiettare il blocco come un attore centrale nella governance globale, lanciando una visione alternativa a quella occidentale.
In particolare, il presidente cinese Xi Jinping ha sostenuto l'adozione di un ordine mondiale multipolare che riconosca equamente il ruolo dei paesi del "Global South".
A sostegno di questo nuovo assetto, ha presentato una serie di misure concrete: la creazione di una banca di sviluppo SCO, l’offerta di 2 miliardi di yuan di aiuti e ulteriori 10 miliardi di yuan di prestiti a favore dei membri, insieme al lancio di una piattaforma per la cooperazione energetica e collaborazioni nel campo dell’intelligenza artificiale.
Non meno rilevante è stata l’apertura del sistema satellitare cinese BeiDou (un'alternativa al sistema GPS controllato dagli Stati Uniti) agli altri membri, un segnale evidente dell’offerta tecnologica alternativa dell’Europa e degli Stati Uniti.
Modi, primo ministro dell’India, presente in Cina per la prima volta dal 2018, ha ribadito l’importanza della cooperazione con la Cina, pur senza rinunciare all’autonomia strategica dell’India.
Parallelamente, la SCO ha formalmente adottato la visione indiana “One Earth, One Family, One Future”, inserendola nella Dichiarazione di Tianjin, a testimonianza di una crescente influenza di Nuova Delhi nel blocco.
Il messaggio di Putin si è allineato con quello di Xi Jinping: entrambi hanno insistito sul concetto di multipolarismo e sulla riduzione della dipendenza dai circuiti finanziari occidentali.
Putin ha sostenuto l’idea di creare strumenti comuni di finanziamento.
In particolare, ha avanzato l’idea di emettere obbligazioni condivise tra i membri SCO, insieme a un sistema di pagamenti e regolamenti alternativi a quelli dominati dall’Occidente.
E’ quindi evidente che i rapporti tra Cina, Russia e India sono sempre più saldi, in controtendenza alle aspettative dell’amministrazione Trump, che ha come principale obiettivo di allontanare la Russia dall’influenza cinese.
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