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Grazie ad alcune segnalazioni, mi sono reso conto di aver riportato in modo impreciso una notizia flash nella precedente newsletter.
Colgo quindi l’occasione non solo per rettificarla ma anche per approfondire l’argomento in modo più completo vista la sua importanza per il mercato crypto.
Notizia Flash della precedente newsletter:
“Il voto procedurale per avanzare i tre progetti di legge crypto negli USA è fallito, con un risultato di 196 pro e 223 contro. I progetti di legge includevano il GENIUS Act, che richiede che le stablecoin siano completamente coperte da dollari USA, il Clarity Act, che stabilisce un quadro normativo chiaro per le criptovalute, e la normativa anti-CBDC”.
La notizia corretta è la seguente:
Il GENIUS Act è passato alla Camera il 17 luglio 2025 con voto di 308‑122 ed è stato firmato dal Presidente Donald Trump il 18 luglio 2025, diventando legge federale.
I due altri progetti (CLARITY e Anti‑CBDC) sono invece stati approvati dalla Camera e ora procedono al Senato.
Il GENIUS Act (acronimo di Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act) istituisce negli Stati Uniti un quadro normativo completo per le cosiddette payment stablecoins: monete digitali concepite come mezzo di pagamento o regolamento, rimborsabili a un importo monetario fisso.
Secondo la legge, l’emittente è obbligato a mantenere un valore stabile della moneta rispetto al valore monetario predefinito, garantendo che ogni token sia interamente coperto da riserve liquide come dollari USA o titoli del Tesoro.
Questo genererà una maggiore domanda di debito statunitense e consoliderà lo status del dollaro come valuta di riserva globale richiedendo agli emittenti di stablecoin di sostenere le proprie attività con titoli del Tesoro e dollari statunitensi.
Il GENIUS Act segna una svolta cruciale non solo per la normativa statunitense sulle criptovalute, ma anche per la visione globale del futuro delle risorse digitali.
Per la prima volta, gli emittenti di stablecoin cripto-nativi, come Circle e Tether, saranno obbligati a seguire un percorso di autorizzazione federale negli Stati Uniti, oppure rischiano di essere esclusi dal mercato. Questo comporta obblighi di rendicontazione più stringenti, una supervisione più severa e livelli di trasparenza mai richiesti prima.
Parallelamente, banche tradizionali, startup fintech e persino grandi retailer dispongono ora di un quadro normativo chiaro per emettere i propri token digitali ancorati al dollaro, aprendo la porta a un’ondata di nuova concorrenza nel settore delle stablecoin.
Infine con l’adozione di questo quadro regolatorio federale, gli Stati Uniti riaffermano il proprio ruolo guida nella corsa globale verso l’adozione del dollaro digitale e delle stablecoin.
Mercato delle stablecoin che si trova ai massimi di sempre con 265 miliardi di dollari di capitalizzazione.
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