Allora, dopo mesi di tensioni e tariffe incrociate, USA e Cina hanno raggiunto un'intesa preliminare per ridurre l’escalation commerciale, soprattutto su tecnologie strategiche e risorse critiche.
I colloqui a Londra tra le delegazioni dei due Paesi si sono chiusi con un "framework operativo" che, se confermato da Trump e Xi, potrebbe cambiare i rapporti di forza in settori chiave come quello tecnologico interdipendente dalle terre rare.
Le due potenze hanno trovati accordi sulla questione dazi:
Gli Stati Uniti manterranno dazi medi sul made in China al 55% (10% reciproco, 20% per il traffico di fentanyl e 25% per tariffe pre-esistenti). La Cina ha risposto con dazi selettivi del 10%, ma non generalizzati, segno di una strategia difensiva più contenuta.
Oltre ai dazi, la seconda questione più rilevante dei colloqui è stata quella sulle terre rare.
Le terre rare sono fondamentali per le tecnologie moderne come microchip, auto elettriche, motori di aerei, smartphone, armi di precisione.
Non è tanto la scarsità (sono abbastanza diffuse nella crosta terrestre), ma la difficoltà nella lavorazione e raffinazione a renderle così “rare”.
Questo perché si trovano mescolate ad altri minerali, di conseguenza la separazione richiede processi chimici costosi, inquinanti e pericolosi.
La Cina controlla oltre 80% della raffinazione globale, rendendo molti paesi dipendenti non dall'estrazione, ma dalla filiera di lavorazione.
Un blocco della Cina sull’esportazione di terre rare avrebbe potuto compromettere la produzione di tecnologie negli Stati Uniti.
Per fortuna americana, gli accordi USA-Cina hanno portato al parziale sblocco delle licenze all’export sulle terre rare e in particolare sui magneti permanenti al neodimio (cruciali per difesa, auto elettriche e semiconduttori):
Pechino ha promesso 6 mesi di “tregua tecnologica”, con flussi regolari verso gli Stati Uniti. Non è una svolta strutturale, ma è abbastanza per evitare shock nella supply chain in piena fase di reshoring americano.
Tuttavia l’accordo deve essere ancora formalmente firmato dalle due parti: il contenuto operativo e la durata dell’accordo restano da definire e monitorare nelle prossime settimane.
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