Infine l’oro è aumentato del 26,7% da inizio anno, segnando 3 anni di performance positiva consecutiva (quattro se si considera anche la parità del 2022).
Questo rialzo ha portato i prezzi dell’oro adeguati all’inflazione di tornare ai loro massimi storici e addirittura superando il picco precedente raggiunto nel 1980.
Piccola parentesi su Bitcoin che con il rialzo del 10% dell’ultima settimana si riporta in parità con i valori di inizio anno raggiungendo nuovamente i 92.000$.
Dopo aver analizzato molti dati relativi al Q1 2025 cerchiamo di rispondere alla domanda iniziale che ci siamo posti:
"L'eccezionalismo americano è finito?”
L'eccezionalismo americano non è finito ma sta attraversando una fase di transizione.
Gli Stati Uniti stanno passando da un'egemonia solitaria ad una leadership contesa in un mondo multipolare, in cui dovrà convivere e competere con potenze come Cina, India, e forse un’Europa più consapevole.
Il ruolo globale del dollaro è ancora saldo ma meno assoluto, non si può parlare di crollo ma di lenta dedollarizzazione.
Euro e Renminbi difficilmente si sostituiranno al dollaro come riserva di valuta globale.
L’Europa non ha la forza necessaria per prendersi questo fardello mentre la Cina non ha mai accarezzato l’idea di sostituirsi all’America come fornitore su larga scala di asset di riserva.
L’America è ancora sull’offensiva: impone dazi, aumenta la spesa militare, riorganizza la supply chain globale e rimane al comando del commercio globale presidiando i principali stretti (+90% degli scambi passi da lì).
I flussi di capitale verso dollaro, Treasury e Wall Street stanno diminuendo. Le banche centrali non stanno vendendo dollari ma hanno smesso di comprarne. Le nuove disponibilità vengono impiegate in oro, in altre valute e nei listini pan-europei ed asiatici. La presenza dell’America in portafoglio va ridimensionata.
“Chi considera finita l’America, probabilmente sta commettendo lo stesso errore di chi, in passato, ne sopravvalutava l’invincibilità”.
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