Lunedì 20 gennaio 2025 ha segnato l’inizio della nuova era di Donald Trump, focalizzata sul protezionismo e sul rilancio dell’industria americana.
, i pilastri centrali di questo programma si basano su due elementi chiave: i dazi, considerati un punto di forza strategico, e i Treasury, visti come una potenziale vulnerabilità.
DAZI
Trump ha iniziato a rilasciare annunci sui dazi: i primi a essere colpiti sono stati Messico e Canada, con tariffe fissate al 25%. Nei giorni successivi è toccato a Cina, con dazi al 10%, e all’Unione Europea.
La Cina è sicuramente il paese che sarà maggiormente colpito dai dazi americani ma allo stesso tempo è anche quello che potrebbe offrire di più per dazi più accettabili:
Rivalutazione del renminbi: renderebbe le esportazioni cinesi meno competitive, ma sarebbe una concessione importante Rilancio dei consumi interni: aumentare le importazioni, soprattutto di prodotti agricoli ed energetici americani Acquisto di Treasuries a lungo termine: un gesto che aiuterebbe gli USA a gestire il proprio debito Concessioni geopolitiche: anche se improbabile, un rallentamento nei legami con la Russia o nel programma di riunificazione con Taiwan
L’Europa, al contrario, offre meno opportunità strategiche agli Stati Uniti. Ha già garantito un forte allineamento geopolitico e una crescente dipendenza energetica dal gas americano.
Pur di rafforzare i rapporti con Washington, il vecchio continente potrebbe prendere le distanze dalla Cina, ma questo comporterebbe il rischio di ritorsioni nel settore automobilistico, una possibilità difficilmente percorribile.
Se i dazi di Trump fossero meno severi del previsto, l’effetto potrebbe essere sorprendentemente positivo per la crescita globale.
Questo perché i governi di tutto il mondo risponderebbero con stimoli fiscali e monetari per compensare le perdite di export.
Questo potrebbe generare un effetto espansivo, con gli Stati Uniti che aumenterebbero la produzione interna per sopperire al calo delle importazioni.
Per gli investitori più audaci, la Cina potrebbe essere la scommessa dell’anno.
Il mercato azionario cinese offre il potenziale per ritorni significativi, rafforzati da un possibile apprezzamento del renminbi.
La borsa cinese potrebbe quindi offrire quest’anno un ritorno ancora maggiore di quelle europee.
TREASURY
Se il punto forte della nuova era Trump sono i dazi, il punto debole è rappresentato dalla gestione del debito pubblico e del mercato obbligazionario americano.
Sebbene crescita, inflazione e mercati azionari siano sotto controllo, il vero nodo sarà il collocamento del debito pubblico a tassi sostenibili.
La prima difficoltà del Tesoro americano è quella di trovare acquirenti per i Treasuries a lungo termine senza dover offrire rendimenti eccessivamente alti, che potrebbero pesare sulla crescita.
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