, a qualche giorno dalle elezioni presidenziali statunitensi è consueto capire come potrebbero comportarsi i mercati se dovessero vincere Trump o Harris.
I sondaggi, che vedono i due candidati più o meno in parità, sembrano aver polarizzato i mercati: le azioni favoriscono una vittoria di Trump, mentre le obbligazioni puntano sulla Harris.
Gli investitori in azioni potrebbero preferire una vittoria di Trump, attratti da politiche di deregolamentazione, tagli fiscali e un ambiente favorevole al business, che di solito alimentano il mercato azionario.
Chi investe in obbligazioni, invece, tende a privilegiare stabilità e minor rischio di inflazione. Una vittoria della Harris sarebbe vista come una scelta più conservativa, poiché si prevede un controllo più stretto sull'inflazione.
Le previsioni dominanti continuano a puntare su una decisa riduzione dei tassi di interesse fino al 2025, sostenendo un’ipotesi di “soft landing” per l'economia statunitense.
Tuttavia, emergono altre narrazioni che vedono l’economia USA in volo (no landing) o, in alternativa, una possibile ripresa dell’inflazione già dal 2025.
Le ragioni per temere l’inflazione trumpiana sono tre:
Dazi maggiorati (60% su prodotti cinesi e 10% sul resto del mondo), sebbene resti una strategia più di pressione che di reale applicazione. Riduzione drastica dell'immigrazione clandestina, con impatto sui costi di lavoro e sull’inflazione abitativa. Rinnovo dei tagli fiscali del 2017, evitando aumenti di deficit ma senza riduzioni dello stesso.
Al tempo stesso il programma di Trump porta anche effetti disinflazionistici attraverso una deregolamentazione più intensa che mira a snellire le regole burocratiche per le aziende, ridurre i costi di conformità, e rendere più agevole e meno oneroso per le imprese operare, innovare e investire.
I settori che potrebbero giovare dalla vittoria di Trump sono:
energetico soprattutto petrolio, con la riduzione dei vincoli ambientali per favorire l'estrazione e la produzione energetica difesa, con l’aumento della spesa nelle forze armate finanziario, con l’allentamento delle norme di controllo per favorire le operazioni bancarie e finanziarie.
I settori invece che potrebbero trarre beneficio dalla vittoria di Harris sono:
sanitario, con l’aumento dei sostegni per i programmi pubblici di assistenza sanitaria energia rinnovabile, con l’investimento federale nelle rinnovabili, con sussidi e crediti d’imposta per progetti solari, eolici e altre fonti sostenibili tecnologie pulite, con la ricerca e lo sviluppo su batterie di nuova generazione, stoccaggio energetico e cattura del carbonio.
Negli anni presidenziali degli Stati Uniti, gli ultimi mesi dell'anno tendono spesso ad essere positivi per i mercati azionari, soprattutto nel quarto trimestre.
A novembre circa il 60% dei mesi è positivo con un rendimento medio dell’1,14% mentre a dicembre circa l’85% dei mesi è positivo con un rendimento medio dell’1,5%. |